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giovedì 31 dicembre 2009

Cos'è successo nell'ultimo decennio? I miei anni zero

Oggi è l'ultimo giorno degli anni zero, di questo decennio interessante che è iniziato con la paura del Millenium Bug e visioni di un futuro alla Strange Days (o alla Matrix) e che si conclude con l'anno della Crisi con la C non maiuscola, di più (ricordiamo anche che questo decennio è iniziato con la lira ed è finito con l'Euro).
Ma non voglio parlare della situazione mondiale e di come stia degenerando rapidamente il mondo giorno dopo giorno. Vorrei soffermarmi un pochino a dare un'occhiata ai miei 10 anni.
Intanto, ho un vuoto assoluto... ma cosa ho fatto io per il capodanno del 2000? Mah... non c'è dubbio che me lo ricordi. Mi ricordo che il cellulare costava ancora un botto, internet andava con la manovella, la musica si scaricava da Napster (aggratis) e poi da WinMX, Emule non esisteva ancora, figuriamoci BitTorrent e doveva ancora uscire Windows XP (che ci ha salvato tutti dal temibile Windows 2000). YouTube per altri cinque anni non sarebbe ancora arrivato a inondarci di video, i Blog in cui scrivere quante volte andiamo in bagno al giorno (e come va ogni singola sessione) non esistevano neanche nelle nostre fantasie più audaci, figuriamoci MySpace, Facebook, Twitter o il malefico MSN Messanger. Diciamo che nel mondo della rete, l'anno della Grande Svolta è stato il 2005. E pensare che non dico 10 anni fa, ma al massimo 5, la mia vita procedeva allegramente lo stesso anche senza internet, mi fa strano. Comunque, non voglio parlare nemmeno della rivoluzione tecnologica e dell'esplosione dei social network (anche se l'altra sera guardando un documentario su Sky sull'avvento di internet, mi sono ricordata che all'inizio si navigava con Netscape Navigator. Ma ve lo ricordate??? Oddio, quanto tempo...).
E non parliamo neanche degli anni zero dal punto di vista di musica e cinema (e ce ne sarebbe da dire, eehhh), perchè potrei andare avanti per giorni e giorni a sproloquiare ma non ho le competenze per farlo.
Parliamo dei miei personali anni 00. Cosa ho fatto di bello? Com'è cambiata la mia vita dai 23 ai 33? (che già detto così è orrendo... sono invecchiata. Punto, fine del post -.-)
Intanto, nel 2000 ho smesso di lavorare come cameriera. Non sembrerà un granchè, ma per me è stata una specie di svolta epocale, avendo iniziato nel giugno del 1993 a farlo e continuando ininterrottamente fino all'ottobre del 1999 (lavoravo in un ristorante al mare. D'estate facevo la stagione, d'inverno lavoravo nei fine settimana. Il resto dell'anno studiavo. E a chi mi chiede perchè in quegli anni non sono mai stata ad un concerto o all'estero o a fare una qualsiasi esperienza di vita, posso rispondere in tutta sincerità: non avevo nè soldi, nè tempo. Ma nelle ore libere che avevo, mi sono divertita un casino, grazie). Non dover più fare avanti e indietro dal mare tra il venerdì sera e il lunedì mattina e non avere più tutti i sabati e le domeniche e i festivi impegnati è stata una gran bella cosa.
Mi ero già trasferita a Bologna e già convivevo con il mio (attuale) moroso da quasi due anni, quindi in questo niente di nuovo. Ho trovato lavoro nel simpatico mondo dei call center, quando la Vodafone era ancora la Omnitel e lavorare da loro era un incubo perchè non funzionava niente. E infatti me ne sono scappata alla Tim, dove allora si stava ancora molto bene. I sabati, le domeniche e le feste non erano più tutti ipotecati come quando lavoravo al mare, ma quasi (una volta al mese, un weekend più o meno libero ci scappava, ma si era già interinali, per cui la schiavitù stava affinando le sue tecniche).
Nel frattempo, il mio moroso si è laureato, e i nostri comuni amici hanno pensato di regalarci un viaggio a Parigi (3 giorni, dei quali uno a EuroDisney). Era la prima volta nella mia vita che mettevo il naso fuori dall'Italia, ed è stato bellissimo, anche se di quel viaggio ricordo tanto freddo (era novembre), tanta pioggia (non ha mai smesso) e quasi nessun soldo da spendere, tanto che comprare da mangiare è stata sempre una scelta ardua, anche se l'ultima sera ci siamo regalati una cena speciale in un localino a Montmartre (mi ricordo ancora che al momento del conto abbiamo pianto, anche se avevamo preso solo del pollo con insalata e due birre medie) con il piano bar. Però che bella Parigi. Il nostro albergo era proprio sotto Montmartre, per cui tutte le sere prima di andare a dormire salivamo le scalinate e andavamo a guardare il panorama della città illuminata, con la Torre Eiffel ancora addobbata dopo il capodanno del 2000. E che delusione EuroDisney. Ok, era novembre e pioveva, ma Gardaland o Mirabilandia sono 10 volte meglio, a parer mio.
Vabbè, questo il mio primo viaggio all'estero. Niente foto digitali, all'epoca usavo le macchinette usa e getta. E poi, tanto, ho cambiato tanti di quei pc in questi 10 anni che non saprei neanche dove andarle a cercare, se pure le avessi.
L'anno dopo (aprile 2001) ho trovato il mio primo lavoro in ufficio. Lunedì-Venerdì, dall'una alle 6 del pomeriggio, segretaria per una associata IBM. Lì ho iniziato ad approfondire un pochino l'universo informatico, uno dei capi mi stava anche insegnando dei linguaggi di programmazione per farmi passare "dall'altra parte" (ne ero entusiasta), poi l'azienda è stata assorbita e i tagli al personale hanno fatto sì che quelli con contratto a tempo determinato fossero i primi ad essere lasciati a casa (aprile 2002). Già usavo Ebay, ricordo, perchè è così che sono venuta in possesso dei primi due album dei Muse. Su Ebay avevo trovato un tizio toscano che vendeva i cd mp3 con le discografie intere di chiunque. Mi ricordo che un cd con discografia "importante" costava 25.000 lire. Il tizio aveva addirittura un catalogo, che mandava aggiornato via mail (chissà se prima o poi l'hanno arrestato XD) (magari ho ancora il file da qualche parte, dopo vado a vedere - ok, sono andata a vedere, non ho trovato il catalogo ma ho trovato il file che avevo fatto con il conto dei soldi dell'ordine XD). Mi sono fatta delle discografie da panico a un prezzo che adesso suonerebbe come assurdo, dato che chiunque può ottenere lo stesso gratis dalla rete, ma allora era convenientissimo, perchè non si scaricava da internet come adesso, e una discografia intera dei Deep Purple o dei Led Zeppelin (per dirne due tra quelle che avevo ordinato). La cosa bella è che poi baravo. Dato che facevo gli ordini e il pacco arrivava a casa mia, prima di tornare in ufficio a consegnare i cd ai legittimi proprietari, me ne facevo una copia. E' così che sono venuta in possesso di Showbiz e Origin of Simmetry, due degli album più importanti tra quelli che hanno fatto da colonna sonora di questo mio decennio (nota di cronaca: dato che i Muse avevano una discografia di soli due album, il prezzo in catalogo era 10.000 lire). Il collega che li aveva ordinati, aveva preso anche Morrisey e Morricone. A 8 anni e passa di distanza, ha ancora la mia stima :) (peccato aver perso i contatti). Il cd di mp3 datato novembre 2001 è ancora gelusamente custodito nella mia collezione, e ha un valore sentimentale pari e forse superiore agli altri CD originali ^^
Comunque, l'estate del 2002 mi sono ritrovata a spasso, ma poco male perchè ero in dirittura di arrivo con gli esami e stavo lavorando alla tesi, per cui mi sono presa una decina di mesi per dedicarmi esclusivamente allo studio. La mia tesi è stata sugli adolescenti e la devianza nelle zone della provincia di Rovigo (sono laureata in psicologia. Vecchio ordinamento, grazie), mi era stata commissionata da un comune e sarebbe dovuta servire ad elaborare un piano di azione per la progettazione di attività sociali per i giovani. E' stato un bel progetto, avevo elaborato un questionario bello strutturato e mi sono battuta un pò di scuole medie della provincia sud di Rovigo (la zona interessata) per sottoporlo agli studenti (che mi chiamavano "professoressa" XD). Una volta ho imbucato anche una mia amica, l'ho fatta passare per la mia assistente X°D. Mi sono passata nottate intere a elaborare e interpretare i dati, ma alla fine è venuto un lavorino di cui sono ancora soddisfatta adesso. Cinque punti di tesi (e Dio solo sa se mi servivano, visto che mi hanno fatta uscire con 99 su 110. Lavorare mentre si studia non aiuta la media. Non che poi mi sia servito a nulla, ma vabbè, sò soddisfazioni -.-), complimenti della commissione e domande interessate dal pubblico (per le quali non avevo una risposta, ma ho fatto finta di averla e nessuno se n'è accorto XD). E festa post laurea con devastazione totale del mio moroso, che ho caricato in macchina e portato a casa sotto la neve. Ancora glielo rinfaccio (secondo il mio programma, dovevo essere io a perdere i sensi, e doveva essere lui a trascinarmi a casa, ma mi ha battuto sul tempo...)
Ad immortalare quella giornata, da qualche parte ci sono molte foto di vari gradi di devastazione. Ma la mia preferita è di certo questa ^^



(ora che l'ho ritrovata, mi sa che la carico anche sul miospaccio X°°D)
Comunque, una volta laureata, tocca decidere che fare del proprio futuro.
Mi sono laureata in psicologia, quindi mi sembra la scelta più logica e consequenziale, a fine 2003, aprire un negozio di decorazione e articoli da regalo (ho mai detto di preferire le scelte più ovvie?)
Il ragionamento alla base di tutto era: o adesso, o mai più. Era una cosa che volevo tentare, l'attività in proprio, e visto che non entrata fissa a cui rinunciare o una casa da mantenere (per tutto il decennio, abbiamo abitato con i genitori del mio moroso. Sono stata in nomination come Santa ogni singolo anno).
Così, è nata "La Bottega del Castello", attività che ho amato intensamente e che mi ha fatto faticare parecchio ma mi ha dato anche tante soddisfazioni. Era mia, tutta mia e solo mia. Non ci dormivo la notte e praticamente ci vivevo dentro (ricordo ancora le notti dell'8 dicembre passate a decorare il negozio per Natale, così da avere un "effetto sorpresa" all'apertura), ma è e rimarrà parte del mio cuore.
All'inzio, era in centro al paese dove abitavo (Castel San Pietro Terme). Una posizione che sembrava fica, invece era una colossale fregatura (lo testimonia il fatto che chiunque affitti quel locale non resiste per più di un anno. Attualmente è sfitto) al prezzo di 900 euro al mese (un furto). Eccolo:





Nel 2004 però è arrivata la botta di culo, e mi sono accaparrata un posto in un centro commerciale che stava sorgendo attorno ad una Coop in un paese poco distante (Ozzano Emilia). Pro: locale più ampio, affitto più basso (750 euro al mese) e buone prospettive di passaggio. Contro: non avevo la macchina (mi muovevo in autobus, ma non è che fosse proprio proprio vicina la fermata) e trovavo saggio fare l'orario continuato (ovviamente, è impensabile nei primi anni di vita di un negozio assumere qualcuno, e mia mamma, unico aiuto a cui potevo pensare, abita lontanissimo). E proprio l'orario continuato, più le aperture domenicali, più il fatto che di sera dopo la chiusura tenevo i corsi di decorazione, mi hanno indotto a vendere tutto nel luglio del 2005. Eccolo qui:


Zona articoli da regalo (principalmente, candele e saponi di artigiani ricercati con cura alle fiere):





Zona decorazione (specializzata in decoupage):







E infine l'albero di cartapesta che avevo fatto insieme a mia mamma, per esporre fate, folletti e quant'altro ^^:





Siccome non ce la facevo a stare dietro a tutto, a malincuore ho deciso di vendere il negozio e il suo contenuto a due sorelle mie clienti che se ne erano innamorate. Sono stata contenta alla fine di averlo fatto, perchè il 2 luglio del 2005, mentre il resto del mondo guardava il Live 8 per tv (me lo ricordo come se fosse ieri che c'era il live 8... strano come alcuni dettagli ti si fissino nella memoria), mio fratello è morto, e per un bel pò la mia ispirazione artistica se n'è andata allegramente a puttane, insieme alla voglia di fare conversazione. Non avere più un'attività commerciale da seguire a quel punto mi è sembrata una grande fortuna.
Non voglio parlare della morte di mio fratello, avrei anche saltato l'argomento se non fosse che non posso parlare del decennio appena trascorso evitando di menzionare l'avvenimento che l'ha più influenzato. Non dirò niente di più che: aveva 13 anni, si chiamava Francesco e ci adoravamo. Questa è la sua foto che preferisco (Halloween 2003, in treno per venire a passare un paio di giorni da me):



Dopo 2 mesi di lutto, a settembre ho pensato che era ora di rimettermi un attimo in pista, così dopo tre anni che non affrontavo il mondo del lavoro dipendente, mi sono iscritta ad un corso di 4 mesi di Tecnico Contabile. Direi che è andata bene, ho imparato la contabilità e le buste paga, ho scoperto che è un argomento che mi diverte molto, tanto che sono uscita come prima del corso, superando anche quelli che avevano già fatto contabilità a ragioneria o a economia (eeeh, sò soddisfazioni. Che di nuovo non mi sono servite a niente di niente, ma vabbè, non fa tutto curriculum? -.-).
Il corso (durante il quale ho fatto uno stage di due mesi, che è stato poi prorogato per altri due, nell'ufficio del personale dell'azienda peggiore del mondo, nella quale non sarei rimasta nemmeno se mi avessero firmato il contratto a tempo indeterminato all'istante) aveva tra le varie attività anche una "gita" alla sede di un'agenzia interinale, la Manpower (sede di Bologna).
Ci hanno fatto incontrare la responsabile delle selezioni, e dovevo in qualche modo aver fatto colpo, perchè qualche giorno dopo la stessa persona (Claudia) mi ha chiamata per chiedermi se fossi interessata a lavorare con loro. Ovvio che sì.
Così, nel maggio 2006 ho iniziato la mia esperienza alla Manpower. Ho iniziato come segretaria di direzione. La mia attività consisteva nel coordinare e soddisfare le esigenze delle 80 filiali del territorio, e nel fare da segretaria personale per la responsabile delle 4 regioni di competenza, una donna pazza e assurda che ho odiato e amato contemporaneamente (che una volta mi ha chiamata alle 8 di sera - che già era indicativo di come andavano le cose, visto che il mio orario di lavoro finiva alle 6. Ma lei sapeva che tanto di sicuro ero ancora in ufficio - per chiedermi se aveva lasciato le sue mutande da qualche parte. No, perchè il giorno dopo aspettava dei dirigenti, e non voleva ritrovarsi con le sue mutande sulla scrivania, magari). Devo dire che quando voglio ho una discreta abilità nell'ingraziarmi le simpatie delle persone (anche se per me adesso l'ho persa), per cui siamo arrivate a rispettarci e, a modo nostro, a volerci bene. Perchè non lavoro più per lei, allora? Bè -a parte che è andata in pensione, ma questo è successo lo scorso anno- perchè mentre ero lì è uscito un bando per una selezione interna, ed era il lavoro della vita: tutor nei corsi di formazione. Avrei girato per mezza Italia, viaggiando in treno e dormendo in hotel. Se superavi la selezione (una persona per ogni regione), avevi il contratto a tempo indeterminato, il pc portatile, il cellulare e l'auto aziendale (una Focus). La mia capa mi ha dato il permesso di candidarmi, e sfiga vuole che abbia superato i colloqui e sia stata scelta per quel posto meraviglioso.
La mia capa, dopo aver cercato di convincermi a rimanere con lei, inizia a organizzarsi per sostituirmi nel più breve tempo possibile. Selezioniamo una ragazza (Paola) e inizio a formarla. Nel frattempo, vado a Milano 3 giorni per fare un corso di formazione in vista dell'inizio del nuovo lavoro, e poi... e poi più niente. Arriviamo a maggio che il contratto mi sta per scadere, la ragazza sta per essere assunta e io ancora non so quando inizierò il nuovo lavoro (che non inizierà mai, tanto per non lasciarvi la suspance).
Nel frattempo, sto compiendo un interessante viaggio interiore alla ricerca della radice della mia costante insoddisfazione. Mi rendo conto che da un bel pò di anni non so più chi sono, e cerco di ritrovarmi. Per farlo, mando affanculo tutti per cinque giorni, prendo l'aereo e vado a Londra. E' la prima volta che prendo l'aereo in vita mia, e se me lo avessero chiesto anche solo qualche mese prima non avrei mai ritenuto possibile di trovare il coraggio per fare questa esperienza da sola, ma l'ho fatto e ne sono orgogliosa. E' anche la mia prima esperienza all'estero da sola, ed è stata semplicemente fantastica. A parte che mi sono innamorata di Londra, camminando su e giù per le strade di una città enorme e straniera ho imparato in cinque giorni moltissime cose su di me che non ero sicura di sapere, e sono tornata con le idee molto più chiare su chi sono e cosa voglio. Ho capito che non mi sarei più posta limiti su quello che potevo o non potevo fare, e che avrei cercato di essere sempre me stessa, e non quello che pensavo si aspettassero gli altri da me. E che ero stufa di nascondermi nell'ombra sperando che nessuno mi notasse (perchè era così che avevo passato gli ultimi anni, dalla morte di mio fratello soprattutto). Anzi, se mi notavano, tanto meglio. Ero stufa di considerarmi troppo vecchia per fare certe cose o per indossarne altre (giuro, era così che la pensavo prima, e ci soffrivo perchè ero troppo vecchia, secondo me, per indossare cinture con le borchie e maglie dei gruppi. L'abbigliamento giusto per una della mia età, secondo il parere di mia madre, era serio e "da signorina". Anonimo e triste, per usare un sinonimo).
Così, ho ritirato fuori i miei cd di musica rock e alternative (che da almeno due anni non ascoltavo più in modo decente), e mi sono messa alla ricerca di musica nuova. Mi soffermo su queste cose perchè è stato il periodo del Grande Cambiamento per me, e questi ultimi due anni sono valsi una vita intera, per cui ci tengo a dilungarmi un pò. Tanto sono certa che nessuno sarà arrivato fino a qua a leggere ^^.
Mi imbatto nei My Chemical Romance grazie al video di Helena, ed è subito amore. Un amore talmente intenso e immediato che desidero porre rimedio ad un'altra cosa che non ho mai fatto e che mi precludevo in quanto pensavo di essere "ormai troppo vecchia per": andare ad un concerto rock. Nessuno dei miei amici andava ai concerti, per cui quando ho smesso di lavorare nel fine settimana, anche se ero ancora abbastanza giovane per cui sarebbe stato più che normale smazzarsi svariati concerti, non avendo nessuno che mi accompagnasse avevo semplicemente finito per non considerare questa possibilità. Se penso ai festival che c'erano all'epoca qui a Bologna (l'Indipendence Day e l'Heineken, tanto per dirne due a caso) mi mangio le mani fino ai polsi. Quant'ero scema. Comunque, non posso andare all'Heineken del 2007 (e visto quello che è successo, grazie a Dio!), anche se avessi trovato il biglietto non avrei potuto prendere le ferie, dato che lo stesso giorno veniva l'AD in visita, e dovevo organizzare tutto il suo soggiorno e servirlo e riverirlo per due giorni, e non sono potuta andare a vedere gli Artic Monkeys a Ferrara nè i Muse all'Arena di Verona, perchè in contemporanea avevamo prenotato una settimana in montagna (ricordiamo che non avevo nessuno che mi accompagnasse ai concerti, per cui ero titubante nello scegliere di andare per conto mio sconvolgendo altri piani. Anche se ci ho pensato), ma quando è uscita in agosto la notizia che i My Chemical Romance sarebbero tornati per una data a Milano il 3 novembre, non ci ho pensato sopra due volte e alle due di notte ho comprato i miei primi due biglietti per un concerto vero (uno per me e uno per il mio moroso, che quindici giorni prima aveva avuto l'idea di dire che se fossero venuti, li avrebbe visti volentieri. L'ho preso in parola).
Nel frattempo, stavo via via modificando anche il mio modo di vestire e di truccarmi. Niente più occhiali, sostituiti dalle lenti a contatto, niente più colori tristi, vestiti da signorina e trucco smorto. E in un attimo, la gente non mi dava più cinque anni di più, ma cinque di meno.
Il mio lavoro dei sogni, intanto, si era allontanato sempre di più all'orizzonte, trasformandosi via via in un miraggio. Così, dato che ero stata rimpiazzata dalla Paola (che, poveretta, non aveva colpa. Mi era stato anche proposto di farla silurare per riprendermi il mio posto, la mia capa me lo avrebbe ridato seduta stante, ma non mi sembrava giusto nei confronti della Paola, e poi volevo vedere cosa succedeva :) ), per non lasciarmi a piedi mi hanno infilato in una filiale, a fare le selezioni, le assunzioni, il commerciale e l'amministrativo. Insomma, il lavoro di una assistente di filiale in una agenzia interinale. Ero piuttosto vicina a casa, e questo era un bene. Il male era che il mio capo, l'unico che lavorava con me in filiale a Imola, si era dimesso diversi mesi prima per cercare un altro lavoro perchè non gli piaceva più quello per Manpower, e poi era tornato indietro dopo che l'altra esperienza era andata male. Ora, che spinta può avere uno che ha questa storia? Nessuna, dite? Infatti così fu. La filiale andava a scatafascio, io cercavo di imparare da sola un lavoro nuovo che nessuno mi stava insegnando a fare (il mio capo non c'era mai), e ogni giorno subivo mille pressioni perchè le cose andavano male e io non stavo facendo abbastanza. Anche se rimanevo tutte le sere fino a tardi, anche fino alle 11, e spesso andavo a lavorare anche di sabato o di domenica per cercare di rimettermi in pari con le scartoffie. Ma ero sempre indietro, il tempo non bastava, di certo io non ero portata per l'aspetto commerciale di quel lavoro e con il tempo iniziai ad odiarlo intensamente. Mi ci vollero solo due mesi per cominciare a piangere all'idea di andare a lavorare, e nel giro di 4 o 5 mesi non dormivo più la notte. L'abitudine di fare tutti i giorni una riunione di un'ora e mezza in cui mi veniva ripetuto che non facevo abbastanza non migliorò le cose.
Per fortuna, se la mia vita professionale stava andando a scatafascio, quella personale andava alla grande. Intanto, io e il moroso avevamo avuto la possibilità di vincere la graduatoria per una casa in convenzione con il comune. Ci sarebbero voluti due anni perchè fosse pronta, ma era esattamente come speravamo che fosse, e soprattutto ce la potevamo permettere. Finalmente, dopo dieci anni di vita di coppia, sapevamo che avremmo avuto una casa tutta nostra nel giro di non troppo tempo.
E oltre alla vita di coppia, anche la mia vita personale stava prendendo una nuova piega. Il concerto dei My Chem mi aveva aperto un mondo, nel vero senso della parola. E' stata un'esperienza bellissima, pazzesca. Al di là del concerto in sè, che è stato bello davvero, tutto il prima e il dopo mi hanno portato in contatto con una realtà che conoscevo solo da spettatrice esterna. Ho conosciuto delle persone interessanti che frequento ancora ora, ho chiacchierato di cose stupide ma interessantissime per tutto il giorno, ho riso un sacco e ho sperimentato la mia prima calca, ho lottato per la prima fila e sono stata trasportata in giro dal pogo, ho patito al freddo fuori dai cancelli nell'attesa che qualcuno uscisse dopo il concerto, e ho potuto scambiare una parola con il mio amato Frank Iero e portarmi a casa il mio primo autografo.
E quando dico che mi si è aperto un mondo, intendo letteralmente, visto che 14 giorni (16 novembre 2007) dopo ero al mio primo festival, al Taste of Chaos (c'ero andata per vedere i The Used, principalmente, ma sono tornata innamorata di Aiden e Rise Against), e ci sono andata con una ragazza conosciuta su internet e che non avevo mai incontrato prima di quella sera, per di più di almeno 5 anni più giovane, cosa che fino a qualche mese prima non avrei mai nemmeno preso in considerazione (mi vergognavo troppo) e chi mi conosce un pò sa come è andata a finire: lo scorso mese mi sono fatta 5 concerti. Il limite, adesso, è puramente economico. E non mi preoccupo più se chi viene con me è più o meno giovane, non mi vergogno più della mia età.
Ma i My Chem mi hanno portato anche a una nuova, preziosissima amicizia, e alla riscoperta del mio antico amore per la scrittura.
Grazie al forum dei MCR, infatti, ho avuto la fortuna di conoscere la Vale, che come tutti sapete ora è la mia platonica metà, la mia anima gemella, la mia migliore amica da ormai due anni, quella a cui penso quando ho qualcosa di scemo o divertente o saggio (bè) o ... da dire.
E' un altro di quei "sono troppo vecchia per" che ho superato felicemente. A 31 anni suonati, pensavo di essere ormai troppo vecchia e con un carattere troppo chiuso per poter avere una amica con cui fare le nottate in bianco a ridere commentando gli uomini per tv, mangiando patatine e bevendo birra. E' un'amicizia da sedicenni, non succede alla mia età, pensavo. E invece grazie a Dio mi sbagliavo. Perchè facciamo questo e molto di più da più di due anni, e spero non smetteremo mai (anzi, la aspetto a casa mia questa domenica per una sessione di due giorni).
E la Vale, che è una persona meravigliosa che ha tantissime cose stupende dentro di sè, nonchè un enorme talento, mi ha fatto tornare l'amore per una cosa che facevo da giovane e che avevo ormai accantonato in un cassetto del mio cuore, in attesa di un qualcuno con le chiavi per riaprirlo: la scrittura. Grazie ai suoi incoraggiamenti, ho ripreso in mano la penna e ho scritto, per la prima volta dopo anni, interi racconti e ho iniziato un romanzo nel quale credo molto e che se avessi più costanza avrei già finito, invece siccome di difetti ne ho tantissimi, è ancora lì che aspetta. Però ci credo, ed era una cosa che non facevo da molti anni prima di conoscerla, per cui non la ringrazierò mai abbastanza. Lei e la musica, le mie due fonti di ispirazione.
Il 2 febbraio 2008 ho spezzato anche un altro tabù. Dopo averlo desiderato per tutta la vita, rassegnata ancora una volta al fatto che ormai ero "troppo vecchia per", mi sono fatta il mio primo tatuaggio.
Una scritta sul polso che dice "believe", monito costante a ricordarmi che se vuoi una cosa, devi crederci e prendertela.

Ha un significato importantissimo per me, rappresenta tutto il processo di cambiamento degli ultimi due anni, e sono orgogliosa di averlo fatto. Ovviamente, come dopo il primo concerto ho scoperto che i concerti sono una droga, dopo il primo tatuaggio ho scoperto che anche i tatuaggi lo sono. Così, ne sono arrivati altri, e ne sto decidendo uno nuovo da fare non appena avrò i soldi (quindi mi sa che il 2010 è tagliato fuori).
La scoperta progressiva del "vivi la tua vita come vuoi che sia" iniziata nel maggio 2007 è proseguita con la decisione di cambiare lavoro. Non ce la facevo più. Così, mi sono licenziata dal lavoro che tutti vedevano come sicuro e pieno di promesse per il futuro (nonostante mi dicesse ogni giorno che non facevo abbastanza, il mio capo si diceva certo che avrei potuto fare carriera in fretta e diventare capo filiale nel giro di due anni al massimo. Peccato che io non lo volessi assolutamente), e nel maggio 2008 ho iniziato un lavoro come magazzino e sorveglianza server dentro il bunker di massima sicurezza Telecom di Bologna. Non c'entrava nulla con la mia laurea, le mie conoscenze, il mio percorso lavorativo. Ma avevo dei colleghi meravigliosi ed è stato di certo il lavoro più bello della mia vita. Peccato che è durato .solo un anno (maledetti contratti interinali, maledetta crisi).
E così, siamo arrivati al 2009. Ad aprile ci hanno consegnato la casa, così un altro enorme cambiamento ha potuto finalmente diventare realtà effettiva. Ah, ho dimenticato una cosa che ho fatto nel 2008 dopo aver pensato per tutta la vita che non avrei mai potuto farlo: sono diventata vegetariana. Ed è stato molto più semplice e piacevole di quanto avrei mai creduto.
A giugno sono rimasta senza lavoro, e ormai sono sei mesi che percepisco la disoccupazione (bè, anche questa è una cosa che non avevo mai fatto :P), ma non mi preoccupa il mio futuro lavorativo. Ho grandi progetti, e nell'attesa che si realizzino sono sicura che le cose andranno a posto da sole. In fondo, me la sono sempre cavata bene.  E non c'era modo migliore di chiudere il decennio che con il concerto dei Muse a Torino (e con questo racchiudo il prima e il dopo, e il concerto a Bologna pure), dimostrazione inconfutabile del "se vuoi una cosa prenditela", come ben sa la Vale. E il fatto che abbiano suonato Butterflies & Hurricanes, che per me ha un significato enorme, insieme a New Born, che pure ha un significato enorme, e a Plug in Baby, la canzone che per prima me li ha fatti amare... bè, posso dire che è la perfetta colonna sonora di chiusura degli anni zero.
In conclusione, sono felice di questo decennio, ho fatto tante cose, conosciuto tante persone, ne ho perdute altre e sono cambiata moltissimo. Spero di poter dire altrettanto anche del prossimo.
Di certo, si apre bene. Subito un viaggio per una città che non ho mai visto (Dublino, in gennaio), poi una serie di concerti già fissati, e cosa più importante farò due esperienze che non ho mai fatto in vita mia: il mio primo concerto in uno stadio (San Siro, 8 giugno) e la mia prima trasferta all'estero per concerti (Wembley, 10 e 11 settembre). Spero di poter continuare a fare tante altre cose che non ho mai fatto prima d'ora, e spero che questa evoluzione non abbia mai fine. Spero di leggere molto, vedere molto, conoscere persone nuove e scoprire posti e cose nuove. Spero di venire in contatto con nuovi punti di vista e di essere stimolata nel cambiare i miei. Spero che i sogni di chi mi sta intorno si realizzino, e che anche un paio dei miei lo facciano.
Questo è quello che mi auguro per il prossimo decennio. E, se vi sta bene, lo auguro anche a voi.
Buon 2010, e felice inizio di un decennio che vi auguro meraviglioso. Vi voglio bene.

Foto commemorative:

A inzio decennio, nel 2003 -26 anni- ero così (è difficilissimo trovare mie foto vecchie, ho il terrore della macchina fotografica perchè non sono mai stata fotogenica -nonchè sempre abbastanza sul cesso andante, cosa che non aiuta di certo. Non ne trovo di più vecchie, dovrei scansionarne):







Adesso, a fine decennio con 33 anni sul groppone, sob sob (la foto -rigorosamente in stile ragazza maispeis, che fa tanto anni 00- è di una settimana fa, per il pranzo di Natale a casa dai miei) sono così:








2 commenti:

Vale ha detto...

Buon anno, light of my life ^^
E non dimenticare mai che..."SEI SOLO TU LA COSA CHE PER ME E' IMPORTANTE".

Ti voglio un bene dell'anima

The Halloween's Princess ha detto...

Ti rispondo con un decente ritardo (-.-), ma ti rispondo:

buon anno a te, ammorre mio, TVTTTB!!! (e quest'anno mi aspetto che spacchiamo tanti tanti culetti, insieme. Che dici, ce la si fa? :***)